lunedì 17 giugno 2013

Quello che toglie le slot dal bar: "Ne sono fiero. Ho detto basta"

Giuseppe Stallone, barista di Milano, ha deciso di dare il buon esempio ed ha spiegato la sua iniziativa a 'La Repubblica': "Non dico che eliminare le macchinette sia stata una scelta facile. Con i tempi che corrono, rinunciare a una fonte d’incassi non è semplice. Ma ne sono fiero: qui si sta parlando di una piaga sociale, qualcosa va fatto. Quattro anni fa una ditta che noleggia gli apparecchi ci ha contattato e ci ha offerto di installarli: nessun costo di affitto, manutenzione a carico del gestore e introiti divisi a metà, al netto delle imposte. Con questo meccanismo riuscivamo a guadagnare anche 2.500/3mila euro al mese. Pensionati, giovani, donne e uomini: tutti giocano alle slot. E tutti ne vengono trasformati: è come se quegli apparecchi cambiassero la fisionomia di una persona. Ho visto gente tranquilla bestemmiare, mettere da parte controllo e dignità dopo aver perso una partita. E più di una volta mi sono trovato in difficoltà... Chi gioca diventa maniacale: tante volte ho discusso con alcuni che non volevano allontanarsi dalle slot, malgrado fosse l’ora di pranzo e io dovessi spegnere gli apparecchi per far mangiare in pace gli altri clienti. Per non parlare delle volte in cui ho provato pena per chi avevo davanti. Un ragazzo di 23 anni, cliente abituale: ogni tanto capitava che gli offrissi un caffè o una birra. A un certo punto, sparisce per un po’: lo incontro per caso dopo un mese, mi dice che ha trovato lavoro e che ha appena preso il primo stipendio. Dopo un paio d’ore torno al bar e lo trovo alle macchinette: si era giocato mezza paga. Mi sono chiesto: e se capitasse a mio figlio?".

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