mercoledì 12 giugno 2013

L'assistente sessuale dei disabili: "Io ci metto la faccia"

Debora De Angelis ha dichiarato all'Adnkronos Salute a proposito della sua attività di assistente sessuale: "Io ci metto la faccia. Il mio percorso da autodidatta mi ha portato a definire delle 'regole' da rispettare: il disabile dev'essere preparato a livello psicologico, fisico, emotivo e sentimentale su cosa si potrà aspettare e cosa non deve aspettarsi dal terapista. Una persona che non si è mai espressa a livello emotivo può infatti sviluppare un interesse morboso verso chi gli dà attenzione. È necessario quindi conoscere prima la persona, capire se è emotivamente stabile e valutare caso per caso se può sostenere la terapia".
Ed ancora: "Ho deciso di fermarmi per motivi personali. Tramite il web ho incontrato Max Ulivieri che mi ha illustrato il suo progetto per istituire la figura dell'assistente sessuale anche in Italia. Ho aderito all'iniziativa con entusiasmo. Oggi i disabili sono assistiti solo da prostitute che però fanno sesso per lavoro. La prostituta agisce solo a livello sessuale, la terapista invece offre gli strumenti giusti per garantire al ragazzo una vita sessuale autonoma. La prostituta inoltre gestisce il suo corpo a seconda delle richieste del cliente, la terapista invece non può fare tutto, dalla terapia è infatti esclusa la penetrazione o il sesso orale".

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