martedì 18 giugno 2013

Brunetta e l’interrogazione sul programma dell’Annunziata. Ecco perchè



Renato Brunetta, capogruppo del Pdl alla Camera, ha presentato un'interrogazione a Roberto Fico, presidente della commissione di Vigilanza sulla Rai. Il motivo? Per l'"indecente squilibrio" e l'"assoluto spregio" della par condicio. Nella trasmissione di Lucia Annunziata "In mezz'ora", si fa "strame di indipendenza, obiettività e completezza (che) sono principi fondamentali ai quali deve ispirarsi l'informazione, in particolare quella diffusa attraverso i canali del servizio pubblico radiotelevisivo".
E’ un’”incredibile anomalia che, viste le norme in vigore per disciplinare la materia, si configura come una vera e propria illegalità intollerabile. Nel periodo compreso tra il 7 ottobre 2012 e il 9 giugno 2013, su 29 puntate trasmesse, ben 14 hanno ospitato interlocutori appartenenti al Partito democratico o comunque riconducibili all'area del centrosinistra (Rosy Bindi, Pierluigi Bersani, Matteo Renzi, Nichi Vendola, Susanna Camusso, Laura Puppato, Dario Franceschini, Fabrizio Barca, Franco Marini, Cecile Kyenge, Guglielmo Epifani), mentre in sole due puntate è stato ospitato il segretario del Pdl Angelino Alfano e nessun altro esponente politico del Popolo della libertà - Berlusconi Presidente, né della coalizione di centrodestra”.
“Nel corso delle altre puntate lo schieramento montiano è stato ospitato in ben tre puntate. Altrettante hanno visto la presenza di ospiti del Movimento Cinque Stelle di Grillo, una puntata per Emma Bonino, ministro degli Esteri del governo Letta. Nelle restanti date l'Annunziata ha ospitato: il finanziere David Serra, un focus sulle presidenziali Usa, l'imprenditore edile Alfio Marchini, candidato sindaco alle elezioni comunali a Roma e promotore delle liste civiche indipendenti 'Alfio Marchini Sindaco' e 'Cambiamo per Roma', il banchiere Cesare Geronzi, il giornalista David Rossi e Occupy Pd”.
“Non si tratta semplicemente di condotte deontologicamente censurabili, ma di uno sfacciato ribaltamento di quel pluralismo che, fatto salvo il diritto ovvio al punto di vista del giornalista, deve in particolare caratterizzare, secondo le leggi e le decisioni vincolanti della Commissione di Vigilanza e dell'Autorità garante delle comunicazioni, il sistema radiotelevisivo ed in particolare la Rai, anche in tempi non sottoposti alle stringenti regole dei periodi elettorali. Dinanzi a questo scempio non solo delle regole ma anche del rispetto minimo che si deve al buon senso", Brunetta si è rivolto ai vertici Rai chiedendo “quali iniziative tempestive intendano prendere per garantire il rispetto del pluralismo nell'informazione all'interno dei programmi di approfondimento politico del servizio pubblico radiotelevisivo”.
Una risposta che dovrà essere “non solo a parole ma urgente e rigorosa nei fatti, se non altro per il rispetto che si deve alla pluralità del pubblico televisivo e, nel caso specifico, dei telespettatori che contribuiscono al mantenimento della Rai attraverso il pagamento del canone”.

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