martedì 17 luglio 2012

Fukushima: fino a 1300 morti e 2500 casi di cancro per le radiazioni

Dal primo lavoro medico sulle stime dei danni alla salute provocati dal disastro nucleare in Giappone verificatosi dopo il terremoto e lo tsunami che l'11 marzo dell'anno scorso ha sconvolto il popolo giapponese, emergono dati non certo rassicuranti. E' stata la rivista Energy and Environmental Science a pubblicare lo studio.

La radiazioni fuoriuscite a Fukushima potrebbero provocare da un minimo di 15 fino ad un massimo 1300 morti e tra 24 e 2500 casi di cancro.

I ricercatori, i quali si sono serviti di un modello atmosferico in tre dimensioni, hanno affermato: «Dalle stime emergono numeri di grande incertezza, ma si evidenzia come le precedenti affermazioni che negavano eventuali rischi per la salute non dicono il vero».

Inoltre, bisogna anche aggiungere altri 600 morti nell'evacuazione della zona intorno alla centrale, in particolare anziani e malati cronici, sia per l'esposizione alle radiazioni sia per l'affaticamento. Secondo il modello l'evacuazione avrebbe impedito solo 245 morti per le radiazioni.

Quasi la totalità del materiale radioattivo fuoriuscito dalla centrale è finito nell'oceano Pacifico, mentre il 19% si è infiltrato nel terreno. A risentire maggiormente delle conseguenze negative sarà il Giappone stesso; in Asia e Nord America gli effetti dovuti alle polveri radioattive trasportate dal vento saranno bassi.

Secondo le previsioni effettuate da parte dei ricercatori, negli Usa potrebbero verificarsi dai 0 ai 12 decessi e da 0 a 30 casi di patologie oncologiche.

2 commenti:

  1. veramente su Nature risulta che poche persone svilupperanno un tumore come conseguenza dell’esposizione al materiale radioattivo fuoriuscito dalla centrale nucleare, e quelli che lo svilupperanno non sapranno mai con sicurezza cosa avrà realmente causato la malattia. questo sulla base di studi dell'UNSCEAR e dell'OMS. http://fisiciaroundtheworld.wordpress.com/2012/05/30/incidente-di-fukushima-bilancio-delle-dosi/ non discuto i contenuti dell'articolo che citate, il punto è che quei morti vanno considerati rispetto al numero totale di morti per tumore, ricordando che nei paesi industrializzati una persona su 4 muore di tumore.

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