martedì 31 gennaio 2012

Questa è l'Italia

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"Prima vacanze a Cortina, ora miracolo a Milano, prendono spunto dai film di De Sica?"

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"I parlamentari come commercialisti sono imbattibili, non so come politici"

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Schifani: «Tagli indennità senatori. Risparmio di 6 milioni di € l'anno»

Renato Schifani, presidente del Senato, ha affermato: «All'unanimità abbiamo approvato le misure significative di risparmio in particolare la riduzione dell'indennità netta dei senatori. La riduzione dell'indennità produrrà risparmi che saranno destinati all'economia del Senato e quindi in futuro verrà richiesta una minore dotazione al Tesoro. Ciò comporterà economie per sei milioni di euro l'anno».
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Lusi accusato di appropriazione indebita. Si è dimesso il 25 gennaio scorso

In una nota della Margherita si legge: «Lusi si è dimesso il 25 gennaio».
Per chi non lo sapesse, Luigi Lusi, mentre era tesoriere di Dl e senatore del Pd, è accusato di appropriazione indebita (sottrazione di 13 milioni di euro al partito).
Nella nota, vi è anche scritto che «risulta abbia manifestato ai magistrati inquirenti la volontà di restituire immediatamente alla Margherita una parte importante delle somme di cui si è appropriato depositando una fideiussione. La Margherita esigerà il pieno recupero, in sede penale e civile, delle somme sottratte».
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Schifani: «Entro febbraio decisione su benefit degli ex presidenti Senato»

Renato Schifani, presidente dell'assemblea di palazzo Madama, ha dichiarato: «Entro febbraio l'Ufficio di presidenza del Senato si riunira' per decidere di trasformare a "tempo determinato" i benefit degli ex presidenti del Senato, oggi goduti a vita».
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Maxi truffa vip, Guzzanti: «Persi 150mila €, mi sono sentita una imbecille»

All'interno del processo per la maxi truffa ad opera di Gianfranco Lande, Sabina Guzzanti ha dichiarato in Aula: «Mi sono sentita una imbecille, il che non fa mai bene. Questa vicenda mi ha provocato senso di insicurezza e angoscia, anche per i mie familiari coinvolti. Ho perso 150 mila euro dei 537 mila investiti in quasi dieci anni».
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Pivetti: "Bossi è finito. Maroni è l'uomo giusto"

Irene Pivetti, durante un'intervista rilasciata al settimanale 'Oggi', ha affermato: «La parabola di Bossi e' finita...Maroni e' l'uomo giusto. Ha statura istituzionale. Con lui la Lega potrebbe diventare un partito di collegamento tra territorio e istituzioni... I leghisti sosterranno Maroni? Lo stanno gia' facendo. Maroni ha tutte le carte per vincere».
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Napolitano: «Dalla crisi deve uscire Italia più sobria e giusta»

Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha affermato: «Non si puo' escludere che dalla crisi economica esca un'Italia materialmente impoverita, ma l'importante 'e' che esca piu' sobria e piu' giusta. Dobbiamo evidenziare al massimo gli aspetti qualitativi della condizione umana anche misurando in modo diverso il benessere».
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Costi politica, Fini: «Dobbiamo ridurre numero parlamentari»

Gianfranco Fini ha dichiarato: «Ribadisco comunque che per ridurre il costo complessivo del sistema politico sarebbe arrivato il momento di ridurre il numero dei parlamentari, perché 945 parlamentari e centinaia di consiglieri regionali finiscono per determinare un costo certamente rilevante».
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Ascolti deludenti per il GF. Anche la Gialappa's Band lo critica

L'unica via possibile è quella della chiusura definitiva. Ci stiamo riferendo al reality show di Canale 5, il Grande Fratello. Ormai gli ascolti diventano sempre più bassi e deludenti. Per di più, anche la Gialappa's Band non si è trattenuta dal criticare il reality, i ragazzi hanno parlato di 'pochezza dei concorrenti' e hanno richiesto l'eliminazione collettiva di tutti gli inquilini.
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Concordia, tapiro d'oro per il prete che aveva mentito ai suoi parrocchiani

Ve lo ricordato Don Massimiliano Longhi? Era il prete che aveva detto ai suoi parrocchiani di andare in ritiro spirituale, quando poi era partito per una crociera, proprio sulla Concordia. A smascherarlo un messaggio postato su Facebook dalla nipote, che dichiarava che lei, lo zio e la nonna si erano salvati in seguito al naufragio della Costa Concordia.
Al parroco è stato consegnato da parte di Striscia la Notizia il tapiro d'oro.
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Una triste realtà italiana

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Cellulari e tumori, tutti gli studi svelati in un libro. "Siamo le cavie dell'industria telefonica"

cellulare 2
di Lorenzo Lamperti
"Toglietevelo dalla testa". E' il titolo del libro di Riccardo Staglianò, 43enne giornalista di Repubblica, che svela i segreti del rapporto tra cancro e telefonini in un'intervista ad Affaritaliani.it: "I cellulari sono come dei forni a microonde, con la differenza che li teniamo vicini alla testa. Con nessun oggetto potenzialmente nocivo l'uomo ha mai avuto un contatto così intimo. Sono nostre protesi". Che cosa succede quanto telefoniamo? "La protezione del cervello viene meno, ci sono effetti biologici. Chi lo nega è in malafede".
Perché non si ammettono gli effetti nocivi? "E' la stessa cosa del tabacco. Ci sono troppi interessi in gioco. E perché i governi dovrebbero toccare un'industria redditizia? La controinformazione mette a tacere le scoperte scientifiche. Ma l'industria ha paura, le compagnie di riassicurazione fanno tante eccezioni di risarcimento per i cellulari". Qualcuno ha definito il commercio degli apparecchi uno studio epidemiologico: "I cellulari non hanno mai superato i premarket test che fanno tutti i prodotti che possono avere controindicazioni, come i farmaci. Siamo noi i tester di questo esperimento industriale". Quali contromisure? "Usare l'auricolare, elimina il 95% dei rischi".
L'INTERVISTA
Davvero il cellulare è come un forno? 

"E' un'immagine che ha una base di verità, purtroppo. Il tipo di radiazioni emesse dai telefoni cellulari sono in tutto e per tutto simili a quelle del microonde. Hanno una potenza più bassa ma la frequenza è la stessa. Però c'è una grossa differenza: il forno a microonde mica lo tieni attaccato al cervello. Il cellulare invece sì, e anche per molto tempo".
La variante fondamentale è quella temporale?
"Certo, il tempo di esposizione è cruciale. Nella storia dell'umanità non è forse mai capitato che l'uomo tenesse così vicino a sé un oggetto potenzialmente nocivo. Abbiamo raggiunto livelli parossistici. Secondo delle stime, guardiamo lo schermo del cellulare in media 105 volte al giorno. Ce lo abbiamo sempre attaccato alla testa oppure in tasca. Un rapporto così intimo aumenta la necessità di farsi almeno delle domande. Questo oggetto è innocuo oppure stiamo rischiando qualcosa? La risposta è semplice, anche se da 25 anni continuiamo a girarci intorno".
Quindi il cellulare fa male?
"Ci sono una sfilza di prove scientifiche che le radiazioni del cellulare hanno un aspetto nocivo dal punto di vista biologico. Non sto dicendo che sono sicuro che faccia venire il cancro al cervello. Sto dicendo che dobbiamo porci il problema e capire le conseguenze. Ci sono tanti esperimenti scientifici che provano che il cellulare non è innocuo. Ultimo quello di Nora Volkow, direttrice di un'importante agenzia federale americana e inserita qualche anno fa nella lista delle cento persone più influenti al mondo. La Volkow, che tra l'altro è anche la nipote di Trotzkij, ha dimostrato che i cellulari modificano il metabolismo del glucosio nel cervello. Ma già nel 1975 e nel 1994 c'erano stati segnali in tal senso, con scienziati che avevano scoperto come le radiazioni abbattessero le protezioni dei vasi sanguigni del cervello. L'effetto nocivo non si esercita solo a livello termico, ma anche a livello biologico. Cioè, il cellulare non fa male solo perché standoci a lungo diventa caldo ma perché agisce internamente sulle nostre cellule. E negarlo è molto grave. Chi lo fa è in malafede".

Perché lo si nega?
"Ci sono una serie di conflitti di interesse. Il primo, ovviamente, è quello delle compagnie telefoniche. Ammettere che i cellulari, se utilizzati senza alcune particolari precauzioni, fanno male sarebbe per loro una rovina. Il secondo è quello della scienza. Ci sono tantio scienziati che hanno sempre professato che le radiazioni non ionizzanti non possono avere un aspetto nocivo dal punto di vista biologico. L'ortodossia di parte della scienza fa sì che questa verità non sia facile da ammettere. Il terzo è quello dei governi e degli Stati. L'industria dei cellulari è una delle poche che funziona. In Italia lo Stato ha appena incamerato quattro miliardi di euro per l'asta che ha assegnato le licenze per pezzi di spettro elettromagnetico. Chi glielo fa fare di andare a toccare proprio un'industria che va avanti benissimo? In questo momento di crisi, poi, dove tutti gli altri arrancano... E' complicato andare a uccidere la gallina dalle uova d'oro, rompere le scatole a chi produce ricchezza e posti di lavoro. C'è poi anche un conflitto di interessi psicologico, che è quello di tutte le persone comuni, abituate a vivere costantemente in rapporto con il telefono cellulare. Se un giorno ti dicono che il cellulare fa male e il giorno dopo che invece fa bene e, anzi, previene l'alzheimer come è stato detto in uno studio recente quale reazione è la più ovvia? Quella di fare finta di niente e andare avanti. La voce negativa viene messa a tacere da quella positiva e si continua con lo status quo. E' più facile, più comodo e rassicurante. Non vogliamo accettare il tradimento di una cosa a noi così vicina. D'altronde, la gente fuma anche se sa che fa male".
Il fatto che il cellulare faccia male lo si sente da tanto tempo. E' una specie di credenza popolare, no? Le madri dicono ai figli di non tenerlo troppo vicino alla testa o nelle tasche dei pantaloni. Però un'evidenza del rischio non è mai venuta fuori. Come si può passare da credenza popolare a verità scientifica, come è successo per esempio con l'amianto?

"Hai ragione, quella del cellulare è ancora una storia apocrifa. E' l'epifenomeno di tante altre storie. La scienza viene sistematicamente dirottata dai soldi. E' successo col tabacco, è successo col cromo. Le modalità di come questo accade non solo sono simili: sono identiche. Prendiamo il tabacco. Sostituiamo il cancro al cervello con il cancro ai polmoni e la storia è la stessa. C'è la stessa controffensiva mediatica e scientifica non appena viene fuori qualcuno che dice che i cellulari fanno male. Quando si parlava di tabacco, venivano avvicinati gli scienziati amici e le agenzie di comunicazione. Non so se sta avvenendo lo stesso anche con i cellulari, però certo gli eventi sembrano uguali. L'industria telefonica non può accettare che venga messa in discussione la nocività del cellulare. Basti ricordare che cosa è successo nel 1994, quando Larry King fa parlare un signore al quale era appena morta la moglie per un tumore al cervello. E' bastato che quest'uomo dicesse che secondo lui il tumore fosse stato causato dall'eccessivo tempo trascorso al cellulare che in due settimane l'industria telefonica perdesse il 20% del suo valore in Borsa. Stiamo parlando dell'industria più redditizia del pianeta che perde in pochi giorni un quinto del suo valore. Impossibile da accettare, no? Appena un mese dopo, la lobby dei telefoni annuncia che farà un proprio centro studi. La stessa cosa l'avevano fatta quelli del tabacco. Peccato che poi tutti gli scienziati impegnati nel centro non fossero indipendenti. E quelli che venivano da fuori, le voci discordanti, li si lascia in bagnomaria. La tecnica è la stessa: gli si dice che il centro è interessato al loro lavoro, poi cominciano le manfrine, i rinvii. Passa del tempo e non succede niente. E' una enorme dilazione. "Controversia, controversia, controversia", diceva qualcuno. L'industria telefonica non è in grado di mettere a tacere le voci discordanti ma può aumentare il rumore di fondo. Il risultato è che le persone normali non capiscono più niente".
Nel tuo libro proponi un decalogo per un uso sicuro del cellulare. Applicando questi suggerimenti il rischio sparisce?
"Usare l'auricolare o il vivavoce. Appena si può mandare un sms invece di chiamare o passare alla linea fissa. Sì, sono tutte cose che limitano i rischi al minimo, si stima tra il 90 e il 95%. Sono dati. Le radiazioni si disperdono con la distanza. Bisogna seguire questi accorgimenti, non ci sono scuse".
Nell'introduzione al libro dici che la voglia di indagare e di scrivere sulla vicenda è partita da una cosa che hai letto sul libretto di istruzione del tuo cellulare...
"Sì, mi hanno fatto notare che sul libretto di istruzione dell'iPhone c'è scritto che si consiglia di tenere il telefono a una distanza minima di 1,5 centimetri dal corpo. In altri casi, come per il Blackberry, i centimetri diventano 2,5. E' come se sul libretto di istruzioni del rasoio ti dicessero di non metterlo sulla pelle. Qui ci stanno dicendo di usare meno il telefono. Il contrario del motto capitalista: produci, consuma sempre di più. Per quale motivo un'azienda dovrebbe arrivare a una formulazione così contraria a qualsiasi legge del capitalismo? Qual è la pistola alla tempia puntata per scrivere una bestemmia così eclatante? La risposta può essere solo una, cinica e sfacciata: precostituirsi un alibi in previsione di ricorsi e class action dei consumatori. A quel punto, quando qualcuno gli chiederà dei soldi per risarcimento loro potranno dire: 'Eh no, attenzione, noi ve lo avevamo detto a pagina 7 del manuale che consigliavamo di tenerlo lontanto dalla testa'. Allora io dico, se è così, devono scriverlo sulla prima pagina del libretto a corpo 40. Se il cellulare fa male lo devono scrivere chiaramente, come viene scritto sui pacchetti di sigarette".

Ci sarebbe bisogno di un Jeffrey Wigand, le cui rivelazioni misero in imbarazzo l’industria del tabacco, anche per i cellulari?
“Certo che sì. Però spero che si arrivi a qualche risultato anche senza una “gola profonda” e che le aziende facciano dei passi di ragionevolezza, spinti anche da un moto di responsabilità”. Rischiamo di avere tra qualche anno un’ondata di tumori dovuta all’uso del cellulare? “Non mi piace disegnare scenari catastrofici. Al massimo posso riportare dei dati che qualche scienziato dice. Ogni anno ci sono 5 mila casi di tumori al cervello. Se è vero che dopo 10 anni di utilizzo del cellulare raddoppia il rischio i casi possono diventare 10 mila. Qualcuno dice che da qui al 2020 ci saranno 300 mila casi in più dovuti a questo. Però io non voglio suscitare allarmismi, spero che tutto questo sia figlio di una preoccupazione eccessiva. Voglio che questo sia chiaro: io spero di sbagliarmi e che i cellulari non facciano male. Però il problema esiste e bisogna fare qualcosa per prevenirlo. Se è previsto uno sciame sismico e le istituzioni non prendono nessuna precauzione ci sono due epiloghi: o non succede niente o succede qualcosa. Se poi arriva il terremoto e fa dei morti allora di chi è la colpa? Io ti prendo e ti metto in galera. Lo stesso ragionamento deve essere fatto con i cellulari. Speriamo che non accada nulla di male, ma se dovesse accadere allora saremmo tutti colpevoli. Compagnie telefoniche, certo, ma anche scienziati, giornalisti e politici”.
In Italia noi abbiamo una situazione particolare. Da una parte abbiamo l’unico caso di una sentenza del tribunale di Brescia che ha stabilito un risarcimento a carico dell’Inail per un ex manager colpito da un tumore alla testa causato dall’uso eccessivo del cellulare. Dall’altro non si prendono contromisure scientifiche…
“Sì, in Italia c’è una situazione schizofrenica. Negli altri paesi qualcosa hanno fatto. In Francia hanno vietato pubblicità di telefoni cellulari rivolte ai minori di 14 anni. Dall’altra parte gli specialisti dell’Istituto superiore della sanità dice che non c’è nessun rischio. Uno di loro, Susanna Lagorio, sulla maggiore pericolosità per i bambini mi ha risposto: “Come mamma, mi dà sicurezza sapere che mio figlio è rintracciabile”. Ma che risposta è? C’è però da dire che, per la prima volta, il Consiglio superiore di sanità lo scorso 18 novembre ha consigliato di usare l’auricolare e “un’autolimitazione delle telefonate non necessarie”.
Le compagnie hanno paura di eventuali class action?

“Ci sono già delle associazioni di consumatori che stanno lavorando al riguardo. Ci sono alcune cause aperte negli Usa. Certo che hanno paura. Non sarà facile stabilire un rapporto di causalità, ma non era facile nemmeno per le sigarette o per l’amianto. C’è un aspetto agghiacciante: le compagnie di riassicurazione, cioè quelle che assicurano le compagnie assicurative, fanno tantissime eccezioni di risarcimento per i cellulari. Lo ritengono un rischio. Swiss Re mi ha confessato che da una cosa del genere potrebbero finire in ginocchio. E’ uno scenario che fa perdere il sonno alle aziende telefoniche”.
La società può fare a meno del cellulare?
“Macché, proprio no. E io per primo. Non sono un luddista, ho insegnato per anni Nuovi media all’università e amo la tecnologia. Io non voglio dire di non usare il cellulare, ma usarlo in modo consapevole, sapendo che non è un oggetto inoffensivo”. Si può definire la diffusione dei cellulari come un enorme studio epidemiologico di massa? “E’ una definizione un po’ provocatoria ma credo di sì. Il cellulare è uno dei pochi prodotti di massa che non ha dovuto passare il “premarket test”, la verifica preliminare alla commercializzazione che si fa di ogni farmaco o prodotto potenzialmente nocivo. Perché? I motivi sono ancora incomprensibili. Certamente se nessuno ha verificato che il cellulare fosse innocuo, tutti noi siamo i tester. Allora si può dire che mettere i cellulari sul mercato è stato un grande esperimento, ancora in corso, e noi siamo le cavie”.
Ma come ti è saltato in mente di andare a rompere le scatole all’industria telefonica?
“Lo so, questo è un argomento da rompicoglioni. Tra i 10 maggiori spender pubblicitari in Italia, quattro sono aziende telefoniche. È difficile andare a dargli fastidio. Ho potuto farlo solo in un libro, perché credo che ormai libri e teatri siano gli ultimi spazi di libertà totale. Pensare che una volta ricevevo tanti complimenti da amministratori delegati delle compagnie quando scrivevo articoli che mettevano in luce gli aspetti positivi dei cellulari soprattutto per il loro ruolo nei paesi in via di sviluppo. Ora credo che sarà difficile che qualcuno mi regali mai una ricarica…

AFFARITALIANI
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lunedì 30 gennaio 2012

La saggezza non sta nel distruggere gli idoli, sta nel non crearne mai

di Umberto Eco
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Cosa è il leghismo se non la storia di un movimento che non legge?

di Umberto Eco
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La guerra non è una maledizione insita nella nostra natura: è una maledizione insita nella nostra Vita

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Borghezio: "Bisogna riconoscere i meriti politici, materiali e morali di Bossi"

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Borghezio: "Al Nord la mafia l'ha portata Roma Ladrona"

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Tagli politica, Borghesi (Idv): «Riforma annacquata, si doveva fare di più»

Il vicepresidente del gruppo Idv alla Camera, Antonio Borghesi, ha affermato: «Quella sui vitalizi e' una riforma tiepida e annacquata, ampiamente insufficiente. Bisognava avere piu' coraggio, perche' si poteva e si doveva fare di piu'. Non solo i cittadini italiani continueranno a pagare per gli ex parlamentari, e per quelli che hanno acquisito il titolo al vitalizio, 200 milioni di euro per almeno vent'anni ma la  riforma del sistema contributivo, cosi' come e' stata predisposta, anziche' limitarsi a valere sulle quote prelevate ai deputati, prevede un esborso da parte della Camera, pari al triplo di quello versato dai deputati, con un costo ulteriore di 35 milioni l'anno».
E ancora: «Come se non bastasse, e' prevista anche una rivalutazione al 100 per cento dell'indice Istat, anche questo costo a carico della Camera e che vale ovviamente anche per gli ex parlamentari, alla faccia di tutti quei lavoratori che guadagnano 1.400 euro al mese e che la rivalutazione se la sono scordata da un pezzo».
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Di Pietro: «In Italia 320 opere pubbliche interrotte. Uno spreco per la comunità»

Antonio Di Pietro, presidente dell'Italia dei Valori, ha affermato: «In Italia ci sono 320 opere
pubbliche interrotte. Le hanno iniziate, ci hanno speso una montagna di soldi e poi le hanno lasciate a meta'. Sono monumenti allo spreco, al malgoverno, alla corruzione e alla clientela. In tutto il territorio nazionale ci sono tantissimi lavori rimasti incompiuti: ospedali, ponti, strade, dighe, asili, case di riposo per anziani, impianti sportivi per i giovani, linee  ferroviarie, teatri e case popolari».
E ancora: «Opere che dovevano servire a migliorare la vita dei cittadini e invece sono servite solo ad arricchire qualche amico degli amici. Gli hanno dato l'appalto, pur sapendo che i soldi non sarebbero bastati. Uno spreco per la comunita', ma un regalo per il cliente. Il
ponte sullo Stretto e' il simbolo di questo immenso furto ai danni dei cittadini, perche' sono loro a dover pagare, con le tasse, opere incomplete, iniziate solo per ingrassare la clientela dei clan politici locali e nazionali».
Ed infine: «Se vogliamo voltare pagina, a partire da ora, e dopo le elezioni, con un nuovo governo che dovra' ricostruire l'Italia una volta usciti dall'emergenza, sanare questo scempio e impedire che si ripeta dovra' essere uno dei nostri primi doveri. Bisogna fissare regole chiare, semplici e tassative per l'avvio di opere pubbliche. Una delle quali, a mio parere, deve essere l'accordo con le comunita' locali. Tante volte, in Italia, si realizzano opere che i cittadini non vogliono, ma che servono per fare un favore a qualcuno, e non si costruiscono dove i cittadini vorrebbero, solo perche' li' non ci sono interessi da curare. In questo modo, non si portano a termine i lavori dove, invece, sarebbero necessari e urgenti nell'interesse della comunita''».
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Berlusconi, Travaglio: «Mi candido per scolpirgli monumento equestre»

Marco Travaglio ha detto: «Credo che Berlusconi abbia fatto del bene al nostro paese. Per 17 anni siamo passati da un record economico all'altro e l'Italia è il paese più credibile al mondo. Io mi candido proprio per scolpirgli il monumento equestre».
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Buttiglione: «Taglio del 10% per indennità di questori e Fini»

Rocco Buttiglione ha affermato: «L'ufficio di presidenza della Camera ha deciso che verra' tagliata del 10 per cento l'indennita' di carica. Si tratta di quelle indennita' percepite da "figure apicali", come il presidente della Camera, i vicepresidenti, i questori e i presidenti di commissione».
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Buttiglione: «Riduzione degli stipendi dei parlamentari di 1300 euro»

Rocco Buttiglione, vicepresidente della Camera, ha dichiarato: «L'ufficio di presidenza della Camera ha deciso di ridurre il trattamento economico dei parlamentari, tutti e 630, di 1.300 euro lordi. Il provvedimento e' immediatamente operativo. I deputati avranno quindi un taglio dello stipendio di circa 700 euro netti».
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Scilipoti è in Brasile per coordinamento locale del suo Movimento

In questi giorni, Domenico Scilipoti si trova in Brasile. Secondo quanto riferito da una nota ufficiale all'interno della quale si legge che Scilipoti si trova a Rio 'nella sua qualità di Presidente dell'Associazione Parlamentare di Amicizia Italia-Brasile. Il deputato italiano è stato invitato a tenere una serie di conferenze sulle medicine integrative e su tematiche ambientali, in alcuni stati brasiliani».
Sempre nella nota si legge che Scilipoti ha anche progettato un coordinamento locale del suo Movimento «che, partendo da Rio de Janeiro, si organizzerà a livello nazionale. Ha poi visitato il Museo Nazionale dell’Esercito, nel complesso del Forte di Copacabana, dove il colonnello Pedrosa gli ha conferito un diploma del Centro di Letteratura del Forte, “Braccio Forte e Mano Amica”».
Inoltre, Scilipoti ha espresso la sua opinione in merito all'attuale governo che, «come è noto, è di non riconoscimento dell'attuale governo italiano che non e' stato eletto dal popolo ma imposto dall'esterno».
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Borghezio: "Siamo noi (padani) che manteniamo il sud che non fa un cazzo"

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Borghezio: "La missione della Lega è liberare la Padania"

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domenica 29 gennaio 2012

Borghezio parla della Lega: "Eravamo una forza della natura"

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Malgrado tutto quello che ho visto, che vedo, io credo all'uomo

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Credo alla politica, ma non a quella di Palazzo

di Ascanio Celestini
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La stupidità è il motore del mondo. I politici, gli uomini di marketing, i religiosi, i personaggi dello spettacolo, campano tutti, chi più chi meno, sulla stupidità umana

di  Luciano De Crescenzo
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Milano, Salvini (Lega): «Blitz antievasione? Scene da cinema»

L'europarlamentare della Lega Nord, Matteo Salvini, ha espresso la sua opinione in merito al blitz contro l'evasione fiscale nei locali di Milano: «Basterebbe andare nella Chinatown milanese che e' un centro di merce contraffatta, rubata ed evasa. Li' si troverebbero centinaia di milioni euro di merce evasa, di lavoratori in nero. Questa operazione mi sa cavalcata alla John Wayne, perche' molti esercenti milanesi sono in credito d'iva e lo Stato cosa fa? Rompe le palle alle due di notte».
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Maroni: «A Verona vinceremo con Tosi»

Roberto Maroni ha dichiarato: «Flavio Tosi è stato ed è un ottimo sindaco e sono certo che ci siano tutte le condizioni per rivincere alla grande a Verona, io sono convinto che possiamo farcela anche da soli. Poi non entro nel merito delle liste. Però Flavio di per sé, come persona, come candidato sindaco, è in grado di avere consensi tali da poter far vincere la Lega da sola».
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Santanchè: «Silvio torna a bordo, il Pdl ha bisogno di te»

Daniela Santanchè ha detto: «Silvio torna a bordo perche' nel Pdl c'e' bisogno di piu' Berlusconi e di un Berlusconi che decida. Monti e' nato su un bluff, su un ricatto di responsabilita', perche' sembrava che i problemi nascessero dal governo Berlusconi. Fatto il passo indietro sotto la pressione del presidente Napolitano si e' svelato il bluff dei mercati finanziari e soprattutto quando Napolitano ha firmato un decreto che se avessimo presentato noi, non avrebbe mai firmato».
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Scalfaro, Di Pietro: «Arbitro indipendente, sia da politico sia da magistrato»

Antonio Di Pietro, presidente dell'Italia dei Valori, ha detto: «Scalfaro e' stato per noi, durante l'inchiesta Mani Pulite, un punto di riferimento e un monito. Ha saputo darci quel senso di garanzia che ci ha permesso di lavorare serenamente anche quando cercavano di fermarci. Da presidente della Repubblica e' intervenuto spesso in difesa della magistratura ma, quando ha ritenuto non giusto qualche comportamento, non si e' fatto scrupoli. E' stato un arbitro e un uomo importante in tante fasi storiche del nostro Paese ed e' stato fondamentale che fosse proprio lui in quegli anni ad assumere il ruolo di presidente della Repubblica. Ha svolto il proprio ruolo in maniera indipendente, sia da politico che da magistrato».
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Alemanno: «Mi ricandido a sindaco di Roma»

Gianni Alemanno ha affermato: «Mi ricandido a Sindaco di Roma. Non temo i sondaggi, mesi fa era così, oggi c'è un testa a testa e alcuni sondaggi mi danno anche avanti».
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Riforma lavoro, Belisario (Idv): «Bisogna cancellare la precarietà»

Felice Belisario, capogruppo dell'Italia dei Valori, ha affermato: «Qualunque riforma del lavoro deve avere come primo obiettivo quello di cancellare ogni forma di precarieta' . La precarieta' non ha creato occupazione ne' crescita, ha solo prodotto incertezza e causato l indebolimento del potere contrattuale dei lavoratori. Percio' la vera sfida e' contrastare il lavoro precario e per farlo e' necessario renderlo per il datore di lavoro piu' costoso di quello a tempo indeterminato. Su questo bisogna invertire subito la rotta e bisogna farlo con misure condivise. Il Governo conclude Belisario non si nasconda dietro falsi problemi come l'articolo 18 inseguendo un iperliberismo pericoloso quanto superato».
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Meritocrazia

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Non rubare! Lo Stato non tollera la concorrenza

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Vergassola: "Italia al 61° posto per la libertà di stampa. Ritira il premio Augusto Minzolini"

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E' morto Oscar Luigi Scalfaro. Aveva 93 anni

E' scomparso Oscar Luigi Scalfaro. Il presidente emerito della Repubblica aveva 93 anni. Giorgio Napolitano ha dichiarato: «Oscar Luigi Scalfaro è stato un protagonista della vita politica democratica nei decenni dell'Italia repubblicana, esempio di coerenza ideale e di integrità morale».
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sabato 28 gennaio 2012

Vergassola percula Martone: "E' da sfigati laurearsi a 28 anni, mai quanto sparare cazzate a 37"

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Gioite! Il futuro è di merda e lo stiamo costruendo per voi

di Ascanio Celestini
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Marcorè imita Gasparri: "Siamo passati dal perizoma all'eurozona"

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Vergassola: "Perchè esiste ancora Porta a Porta?"

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Quelli che si sacrificano per combattere le tirannie sono sempre pochi

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Chi denuncia i limiti intellettuali dei politici dimentica che tali limiti sono la causa dei loro successi

di Nicolás Gómez Dávila
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Quasi niente quanto la guerra, e niente quanto una guerra ingiusta, frantuma la dignità dell'uomo

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Giornale, Sallusti: «I tedeschi non sono razza superiore, noi non siamo servi di nessuno»

Dopo il titolo del Giornale che ha fatto molto discutere 'Tedeschi, a noi Schettino, a voi Auschwitz', il Giornale ne ha preparato un altro 'Servi dei tedeschi, l'Italia dice nein'. Il direttore Alessandro Sallusti ha affermato: «La distanza tra la Germania e l'Italia si è accorciata e non mi riferisco al valore dei titoli di Stato. Parlo della consapevolezza che i tedeschi non sono una razza superiore e che noi italiani non siamo il loro zerbino nè servi di nessuno. Lo deduco dopo aver letto molti dei commenti recapitati a migliaia sul nostro giornale e circolati in rete. Il senso del mio articolo era che i tedeschi possono insegnarci alcune cose ma non come stare al mondo. La loro storia glielo impedisce e la devono smettere di fare i maestrini d'Europa perchè, indipendentemente dal Pil, hanno seminato solo lutti e disastri. La sorpresa è che su questa tesi si è ritrovato un popolo che non ha colore politico ma dignità e senso di appartenenza. E che è stufo di pendere dalle labbra di Merkel e soci».

E infine: «Non meritiamo di essere declassati da oscure agenzie di banchieri che negli scorsi anni ci hanno imbrogliati e depredati. Se tutto questo è successo è perchè noi italiani gliel'abbiamo permesso in nome dell'antiberlusconismo: denigrare l'Italia per colpire l'ex premier. (...) A rimuovere le responsabilità tedesche nella caccia agli ebrei in nome del politicamente corretto si rischia il negazionismo. A parlare di razza, come ha fatto il giornalismo dello Spiegel, si rischia il nazismo. Non ci pentiamo di averlo scritto...».
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Lega, Maroni: «Non condivido certe posizioni ma si superano per amicizia»

Durante l'intervista rilasciata al programma 'Le Invasioni Barbariche' di Daria Bignardi, Roberto Maroni ha detto: «Non ci sarà un'altra Lega guidata da me. Ci sono alcune posizioni che io non ho condiviso... Non sempre abbiamo avuto le stesse posizioni su tanti temi. E anche negli ultimi tempi non ho condiviso alcune decisioni prese. Ma il nostro rapporto di amicizia è tale che queste cose si superano. Spero che le Lega possa continuare anche dopo di me».
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